giovedì 29 gennaio 2009

L'effetto boomerang dei presidenti italiani


Autore: Jvan Sica - Fonte: Letteraturasportiva

I presidenti delle nostre serie professionistiche hanno escogitato uno stratagemma psico-economico di grande finezza: l’esonero boomerang. La strategia è molto semplice. Al punto 1 la squadra del presidente naviga in cattive acque perché non ha giocatori all’altezza della serie che occupa, ha ruoli totalmente scoperti su cui le squadre avversarie puntano per vincere le partite, ha tifosi molto esigenti che chiedono risultati e se ne fregano altamente di un’eventuale programmazione di medio termine (il che vuole dire anche cinque anni) che potrebbe avere come condizione prima la discesa di una categoria (soprattutto per le squadre di B, scendere in Lega Pro fa sì che si risistemino i bilanci, puntando su giocatori con stipendi più bassi) e ha un buon giro d’affari tra sponsorizzazioni e marchi affiliati. A questo punto il presidente esonera l’allenatore che ha cominciato la stagione e ne prende un altro, pagandolo molto meno del precedente. In questo modo calma la piazza che ha l’illusione che cambiando il manico i brocchi disseminati per il campo diventano finalmente puledri e le partite si possono vincere, la società ha una flusso d’immagine raddoppiato sui media, che nei periodi morti (soprattutto quando non ci sono le Coppe europee e sfide d’alta classifica la domenica, cioè non giocano contro Milan, Inter e Juventus) tendono a dare grosso spazio alle squadre minori che fanno operazioni di questo tipo, mette in sicurezza la sua leadership nei confronti della dirigenza in quanto il cambio di panchina è l’unica panacea che tutti vogliono e non compra nessun giocatore valido per mettere a posto squadre scombussolate. Ma il processo non termina qui.
Al punto 2 la squadra continua ad essere in evidente difficoltà contro tutti gli avversari, la situazione nello spogliatoio è peggiorata perché un nuovo allenatore prima di tutto cerca, anche per non farsi imputare l’immobilismo tattico e di vedute, di cambiare modulo e uomini, scontentando quelli che titolari dall’estate si legano indissolubilmente al vecchio tecnico e remano contro il nuovo, mettendo in evidente difficoltà i nuovi che, ancora ingolfati per il troppo giocare improvviso dopo giornate e giornate in panchina, giocano male e non hanno la stessa armonia con quelli che del vecchio gruppo sono rimasti. La piazza stavolta inizia a puntare il dito contro la pochezza della squadra ed è a questo punto che il presidente dà il via all’effetto boomerang: ritorna il vecchio allenatore, con nuovo ritorno d’immagine che premia gli sponsor a cui poter chiedere le stesse cifre anche nella serie inferiore, la piazza è finalmente sedata perché è legata al tecnico magari della salvezza o della promozione, il ritorno economico è certo, in quanto un allenatore pagato (poco) in più costa molto meno di un difensore centrale, un uomo di fascia e un centravanti da acquistare e mettere sotto contratto per svariati anni con l’acqua alla gola a gennaio. Solo così il presidente, con la scusa della stagione nata male e continuata peggio, in cui ha cercato in tutti i modi di porre rimedio non riuscendoci, può mettere in moto senza grandi rumors della piazza e della dirigenza il progetto a medio termine che aveva in testa ad inizio anno.

lunedì 26 gennaio 2009

Usa, allenatore di basket licenziato perché vince 100-0 e non si scusa


Articolo pubblicato da "Il Messaggero".

Un allenatore di basket femminile di una scuola secondaria, Micah Grimes, è stato licenziato per non aver porto le sue scuse agli avversari dopo una pesante vittoria. Grimes, in una lettera al Dallas morning news, ha dichiarato che non si sarebbe mai scusato «per una vittoria ampia, visto che le mie ragazze hanno giocato con onore e integrità», qualità che hanno portato ad una vittoria per 100-0 del team della Covenant School contro la squadra della Dallas Academy.
La troppa foga agonistica non è piaciuta però al responsabile della Covenant school, Todd Doshier, che ha licenziato l'allenatore Grimes e si è scusato con gli avversari in un comunicato. «È vergognoso che questo sia successo. Questo, chiaramente, non riflette l'atteggiamento cristiano e onorevole di una competizione» si legge nel documento inviato alla Dallas Academy, la cui squadra non vince una partita da quattro anni.
Secondo alcuni spettatori, il pubblico incitava le ragazze a raggiungere quota cento punti, tra le urla provenienti tra panchina e tribuna. L'allenatore Grimes, accusato di aver perso il controllo della partita, ha dichiarato alla stampa locale: «Non sono d'accordo che le ragazze di Covenant school debbano sentirsi imbarazzate. Abbiamo giocato questa partita come si doveva giocare».

sabato 24 gennaio 2009

«Anch’io, calciatore dilettante, ho la Sla»


Articolo pubblicato da "Il Messaggero Veneto" a firma di Luana De Francisco

Si trova nelle stesse condizioni di Borgonovo dopo 25 anni di carriera nelle categorie locali. Non può parlare, ma “grida” contro l’indifferenza tramite un pc che legge il movimento oculare. «Spiace che se ne parli solo se sono coinvolte persone conosciute»

«Mi chiamo Stefano Marangone, ho 42 anni, abito a Rivignano e dopo avere giocato a calcio per 25 anni tra giovanili e prime squadre, dal 2002 sono malato di Sla. Proprio come Borgonovo». Poche parole, inviate via email, ma così diromperti da inchiodarti alla sedia.
Perchè la sua lettera, inviata la sera di domenica al blog dell’Udinese e approfondita poi, ieri, attraverso uno scambio di email con la nostra redazione, suona quasi come “il grido di vendetta” di un ex sportivo deciso a rivendicare la stessa attenzione di chi, più bravo o semplicemente più fortunato di lui nell’attività agonistica, oggi si trova invece a soffrire la sua stessa condizione di persona malata condannata alla paralisi.
«Vorrei dare risalto – aveva scritto al blog della società bianconera – al fatto che sicuramente ci sono diversi calciatori dilettanti friulani come me malati di Sla, che probabilmente non sono conteggiati nel novero dei calciatori che raggiunge un’incidenza sei volte maggiore rispetto a quella di chi non è stato professionista». Eppure, campioni o no, la sostanza non cambia: stessa parabola, stesso crudele destino, stessa maledetta impotenza di fronte a una malattia che toglie forza e nervo a quegli stessi muscoli che un tempo erano stati il loro vanto.
Sposato senza figli con Paola, per relazionarsi con il mondo Stefano è costretto a servirsi di un comunicatore oculare. Tutt’altro il ricordo che ha di lui chi lo ha conosciuto e frequentato negli anni della prima giovinezza, quando, appassionato di calcio, ha militato in tutte le categorie dilettanti: da Palmanova, a Talmassons, Castionese, Rivignano, Varmo, Azalea Latisana, Teor, Lavarianmortean. Oggi, invece, per presentarsi si definisce «un tracheostomizzato che per mangiare e bere – ci racconta – usa il peg, cioè un tubo nello stomaco».
Il messaggio inviato ai lettori del blog era chiaro: «Mi trovo fisicamente nella stessa condizione di Borgonovo». Cioè dell’ex calciatore di serie A (tra le altre, per due stagioni ha indossato anche la maglietta dell’Udinese), che dallo scorso settembre ha reso nota la propria malattia e a favore del quale, anche in Friuli, è scattata una corsa alla solidarietà. «Questa mia considerazione – ha affermato Marangone – potrebbe ancora di più spostare l’attenzione verso il calcio e la Sla, con conseguente maggiore interesse al problema, anche se dispiace constatare – continua – che solo quando sono colpite persone conosciute c’è interesse per una malattia, non solo nel calcio, ma in tutti i settori. Per cui ben vengano queste iniziative!».

lunedì 19 gennaio 2009

La squadra allenata sul web


Articolo pubblicato dal "Centro" a firma di Gennaro Della Monica

Modulo tattico, formazione e prime due sostituzioni si scelgono via internet.
Zerostile, squadra che milita nel campionato Uisp, è il primo esperimento abruzzese di interattività applicata al calcio. Basta iscriversi gratuitamente al sito www.unidicidivoi.it per diventare allenatori virtuali e con il proprio voto condizionare le scelte che il tecnico dovrà fare sul campo in ogni partita.
Non manca neppure un pizzico di solidarietà, con una finestra sulla pagina web che permette di fare donazioni a Emergency, l’associazione fondata da Gino Strada.
Zerostile, però, è soprattutto la realizzazione di un sogno, quello di Riccardo Di Virgilio e Luca Barbetta. «Giocavamo a pallone insieme e sognavamo una squadra tutta nostra», racconta Di Virgilio che si divide tra i ruoli di presidente e di terzino sinistro. «Il problema era economico: per gestire una squadra a livello amatoriale servono tra i cinquemila e novemila euro, tra iscrizione al campionato, divise, affitto dei campi e tutto il resto.
Così, per raccogliere fondi, è nata l’idea di utilizzare la rete e di legare la squadra alle scelte dei navigatori.
«Per registrarsi nel sito e partecipare non di paga nulla», sottolinea Di Virgilio, che di professione si occupa di comunicazione e pubblicità, «ma Internet ci consente di trovare sponsor e di fare qualcosa di diverso».
I voti degli utenti, che sono già 382 per 16.680 visite in pochi mesi, vengono elaborati da un calcolatore elettronico, creato appositamente per il sito e brevettato, che stila il modulo, la formazione e detta anche le prime due sostituzioni che il tecnico dovrà fare entro il 15’ e il 25’ del secondo tempo di ogni gara. E i risultati non mancano.
La squadra, iscritta per la prima volta quest’anno in Promozione, è parita forte anche se nelle ultime giornate ha un po’ ceduto il passo. «Il nostro obiettivo è di coniugare la partecipazione allatagata alla gestione della squadra, lo spirito sportivo e i risultati», conclude Di Virgilio, «ci stiamo riuscendo e puntiamo al salto di categoria in Eccellenza».
Questa la rosa al completo di Zerostile. Portieri: Fabio Fabiani, Daniele Tornincasa e Daniele Di Nicola. Difensori: Davide Bindi, Ivan Camilletti, Lorenzo Carchesio, Maurizio D’Aloisio, Kostas Chrissanthakopulos, Francesco Diodoro, Alessandro Pantalone e Riccardo Di Virgilio. Centrocampisti: Lorenzo Di Mattia, Francesco Filippone, Marco Tornincasa, Fabio De Luca, Luca Barbetta e Marco Di Primio. Attaccanti: Paolo Facondi, Loris Pierfelice e Gerardo Pace. Allenatori: Sergio Scarpitti, Sergio Sorce e Franco Di Primio.
La dirigenza è formata da Riccardo Di Virgilio (presidente), Luca Barbetta (direttore generale), Ivan Camilletti (responsabile amministrativo), Gabriele Catarinacci (amministratore delegato) e Francesco Filippone (segretario generale).

mercoledì 14 gennaio 2009

Dario Silva: due gol nonostante la protesi


Sognare di partecipare alle Olimpiadi nel canottaggio o continuare a giocare a pallone. L’ex calciatore del Cagliari Dario Silva, che qualche tempo fa perse metà della gamba destra in uno sfortunato incidente automobilistico, non si da certo per vinto. Quel che è successo è alle spalle e la menomazione fisica non gli impedisce di essere ancora un protagonista dello sport. Così, sfidando gli avversari e la sorte, Darietto, o Pibinca, come lo chiamavano affettuosamente nell’ambiente rossoblù, non demorde, la passione agonistica lo avvince una volta di più, scende in campo per una partita di beneficenza, dribbla, tira e corre. Il bello è che non solo l’ex attaccante lotta come un leone, ma riesce anche a segnare due gol: uno su azione ed uno su rigore.
La gara si è svolta nella città di Punta del Este, in Uruguay, lo stesso luogo dove il calciatore ebbe l’incidente nel 2006, ed era organizzata dall’Associazione Niños con Alas, della quale Silva fa parte in qualità di socio fondatore. Gli eventi in programma erano due. Nei primi 60 minuti si sono scontrati ex calciatori del Nacional Montevideo ed ex del Peñarol. Nei successivi sessanta, ex giocatori dell’Uruguay ed ex giocatori argentini.
Dario Silva è molto impegnato a favore dei bambini poveri del suo Paese e questa era una occasione importante per contribuire a questa encomiabile causa. Il suo entusiasmo e la sua allegria hanno caratterizzato la manifestazione e il pubblico non ha mancato di tributargli tutta la sua simpatia. Inutile dire che, quando l’ex bomber rossoblù, nonostante la protesi alla gamba destra, ha insaccato i due gol è esploso in una ovazione.
Tra i partecipanti all’evento benefico c’erano anche altre vecchie conoscenze italiane che hanno voluto sottolineare la loro ammirazione per la straordinaria voglia di vivere di Dario. L’ex interista e laziale Ruben Sosa gli ha espresso la sua simpatia evidenziando come “Dario sia un tipo molto allegro, un uomo incredibile, che lo dimostra ogni volta”. Mentre l’ex genoano Pato Aguillera, commosso, ha confessato di “essere orgoglioso di avere un amico come Dario”. Insomma, allo stadio Domingo Burgueño Miguel, gli sportivi hanno assistito ad una grande partita, con protagonista un indomabile uomo dal cuore immenso.