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sabato 18 luglio 2009

L'Aquila Rugby: la Curva Nord dell'Atalanta ci ha aiutato e, per ringraziarla, sulla nostra divisa ci sarà il suo logo



Fonte Ansa

'Nella prossima stagione sportiva, sulla divisa de L'Aquila rugby sara' presente il logodella Curva Nord dell'Atalanta. Questo e' il sentito ringraziamento della societa' a chi, pur non chiedendo nulla incambio, ha dato molto sia materialmente che umanamente alla causa neroverde''. E' questa nota diffusa dal club abruzzese pluricampione d'Italia, riammesso al Super 10 dopo la rinuncia dellaCapitolina, che ufficializza un inedito matrimonio tra calcio, rugby e tifo sportivo per un volta portatore di valori sani. ''Nel ringraziare i tifosi atalantini, le societa' di rugby della Valle Bergamasca ed i bergamaschi tutti per lasplendida accoglienza riservataci nei giorni scorsi - conclude il comunicato degli aquilani - auspichiamo che i valoridello sport trionfino sempre''. Sempre oggi L'Aquila, alle prese con i problemi del dopo terremoto e quindi della mancanza d'impianti agibili, hatrovato una sede per il ritiro precampionato e per gli allenamenti fino alla fine del mese di ottobre: Pallotta ecompagni andranno a Rocca di Mezzo. ''Tutto questo e' stato possibile grazie alla sensibilita' dimostrata dalsindaco Emilio Nusca e dall'assessore allo sport Lucio Benedetti, che hanno messo a disposizione, in manieragratuita, l'utilizzo della palestra comunale - e' scritto in un comunicato del club - e hanno contribuito a reperire glialloggi necessari per gli atleti. Gli allenamenti per le sedute tecnico tattiche saranno svolti a Ovindoli, grazieall'interessamento del sindaco Pino Angelosante, che ha provveduto a predisporre per il terreno di gioco, ilnecessario impianto di irrigazione''. L'Aquila conlude precisando che ''da novembre, quando gli impianti sportivi cittadini saranno liberati dalletendopoli, la squadra dovrebbe tornare a tempo pieno nel capoluogo di Regione''.(ANSA).



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domenica 10 maggio 2009

Francesco Totti, un esempio di correttezza e lealtà sportiva


Quando c'è aria di crisi, quando le cose non vanno bene, bisogna prendere per mano la squadra. Lui lo fa sempre, non si tira indietro. Quando Cossu è preso dai crampi, e Biondini, Lopez e Conti gli fanno cenno di buttarla fuori, lui imperterrito continua, perchè c'è da fare male, perchè le disposizioni regolamentari lo consentono. Quindi Perrotta segna. Bravo Massimo Tecca, il commentatore di Sky che non è tifoso della Roma, a stigmatizzare l'accaduto, bravo Di Gennaro. La regola del continuare a giocare valeva anche per il primo tempo però, dove i giocatori del Cagliari hanno messo la palla fuori due volte per soccorrere altrettanti falli subiti dai giallorossi. Grande Fair Play, che la dice lunga sulla stagione della Roma, che un pur antipatico Mister aveva predetto: "szero titoli"



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venerdì 1 maggio 2009

Più applausi che fischi per Balotelli il San Paolo batte il razzismo


Fonte: Il Mattino - Autore: Dario Del Porto

Doveva essere la notte antirazzista dopo i cori di Torino contro Mario Balotelli. E il San Paolo cerca di non deludere. Schiera compatta la buona volontà di molti, quasi tutti, contro la stupidità di qualcuno. Così alla mezz´ora del primo tempo, appena dopo lo scoppio di un petardo un po´ troppo rumoroso, dalla tribuna vola una bottiglietta ma il pubblico si dissocia e indica agli steward il (presunto) responsabile. Poco più tardi parte un timido «Balotelli figlio di...» al quale, subito, risponde una salva di fischi.
Era iniziata con Giuseppe Cirillo, psicologo e sessuologo, arrivato allo stadio con il volto interamente dipinto di nero e una maglietta azzurra con scritto «un te...nero abbraccio». A tutti Cirillo ha detto: «Oggi mi chiamo Mario, non Giuseppe». Poi ha aggiunto a questo primo, lodevole, messaggio un gesto dal significato almeno in apparenza meno esplicito: «Ho inviato negli spogliatoi a Moratti e alla squadra dell´Inter un pacco di preservativi gratis». Preservativi, professore? «Sì, per preservare, come dice la parola stessa, dall´ipocrisia e dal razzismo». E mentre parla, una coppia di tifosi lo vede, si presenta e si fa fotografare insieme a lui.
In campo naturalmente la storia è diversa. SuperMario è rispettato. Ma quando prende palla fa paura. Lo accompagnano fischi assordanti, ma nessun ululato, che si sciolgono in applausi quando il suo diretto avversario, Fabiano Santacroce, lo anticipa, spesso in bello stile. Neri, e italianissimi, tutti e due. E l´Olimpico di Torino, con il suo "non esistono negri italiani", è servito. Peccato solo per quei petardi che in un paio d´occasioni scuotono il San Paolo. Solo nel finale la curva se la prende con Supermario, ma c´è una ragione: l´interista si scontra con Lavezzi mentre l´argentino lascia il campo.
All´ingresso in campo per il riscaldamento il pubblico aveva ignorato Balotelli riservando all´Inter gli slogan di sempre e qualche coro allo Special One Mourinho. Ma quando lo speaker ha invitato gli spettatori a dare un calcio al razzismo per trasmettere «una ulteriore dimostrazione di sportività e senso civico», è partito un applauso caloroso e convinto. Più o meno nello stesso momento, la curva A srotolava uno striscione per Giovanni Tagliaferri, il ragazzo ucciso a coltellate la sera del lunedì di Pasquetta, nella centralissima via Colombo, per uno sguardo rivolto a una ragazza: «La tua vita innocente troppo presto cancellata, un´anima azzurra per sempre cancellata. Ciao Vanni».
La gara contro la capolista arriva dopo una serie interminabile di partite senza vittorie, 14 da quel Napoli-Catania ormai lontanissimo nel tempo. Troppo, anche per un pubblico appassionato come quello napoletano. In avvio, la tifoseria non risparmia stoccate a squadra e società: «Alcol donne e divertimenti ecco perché in campo siete inconcludenti. Pretendiamo una squadra vera o che giochi la primavera», scrive la A. La curva B prima si divide su Fabio Cannavaro. «Un simbolo» secondo i Fedayn, mentre un altro striscione recita: «L´amore ti era ritornato quando il Real ti ha scaricato». Poi "pizzica" De Laurentiis: «Aurelio, il Napoli non è un marchio». E Marino: «I milioni solo a Cysterpiller e Corioni. Direttore, vogliamo veri campioni».
In tribuna è annunciato il ct Marcello Lippi successore (e predecessore) di Roberto Donadoni sulla panchina della Nazionale. Ma Napoli-Inter è una partita speciale anche per la comunità comunque numerosa di napoletani di fede nerazzurra. Molti sono sugli spalti, come il pm Antonio D´Alessio, che nei giorni scorsi ha indagato sul massacro consumato nella villa dell´imprenditore Franco Ambrosio alla Gaiola. Minoranza silenziosa, mescolata nel San Paolo stracolmo che aspetta il riscatto dopo troppi bocconi amari.

lunedì 26 gennaio 2009

Usa, allenatore di basket licenziato perché vince 100-0 e non si scusa


Articolo pubblicato da "Il Messaggero".

Un allenatore di basket femminile di una scuola secondaria, Micah Grimes, è stato licenziato per non aver porto le sue scuse agli avversari dopo una pesante vittoria. Grimes, in una lettera al Dallas morning news, ha dichiarato che non si sarebbe mai scusato «per una vittoria ampia, visto che le mie ragazze hanno giocato con onore e integrità», qualità che hanno portato ad una vittoria per 100-0 del team della Covenant School contro la squadra della Dallas Academy.
La troppa foga agonistica non è piaciuta però al responsabile della Covenant school, Todd Doshier, che ha licenziato l'allenatore Grimes e si è scusato con gli avversari in un comunicato. «È vergognoso che questo sia successo. Questo, chiaramente, non riflette l'atteggiamento cristiano e onorevole di una competizione» si legge nel documento inviato alla Dallas Academy, la cui squadra non vince una partita da quattro anni.
Secondo alcuni spettatori, il pubblico incitava le ragazze a raggiungere quota cento punti, tra le urla provenienti tra panchina e tribuna. L'allenatore Grimes, accusato di aver perso il controllo della partita, ha dichiarato alla stampa locale: «Non sono d'accordo che le ragazze di Covenant school debbano sentirsi imbarazzate. Abbiamo giocato questa partita come si doveva giocare».

sabato 15 novembre 2008

Fair Play ... "Arbitro, non è gol". E il ragazzino albanese commuove il pubblico


Categoria Allievi: Vigonza contro Borgoricco.
La rete, l’ammissione, gli applausi.

Articolo pubblicato da "Il Mattino di Padova" da Marianna Pagliarin.

VIGONZA. Pubblico in piedi e un lungo applauso, persino un briciolo di commozione. E lui, il ragazzino albanese che sorride, e fa un piccolo cenno di ringraziamento. Dai ragazzi c’è da imparare.
Parliamo di un episodio accaduto domenica scorsa sul campo parrocchiale di Codiverno. Vigonza-Borgoricco, categoria Allievi (sedicenni). E’ il 20’ del primo tempo, gli ospiti sono già in vantaggio. Un lungo lancio di Filippo Dandolo giunge a Orjad Verjoni che, dal fondo, serve al centro Davide Tramarin. Palla in rete, l’arbitro fischia il gol e si dirige verso metà campo. Ma il giovane albanese corre verso il direttore di gara, lo raggiunge. Il pubblico vede i due parlottare. E poi l’arbitro dare la mano al ragazzo. E annullare il gol!
E’ successo semplicemente che Orjad ha detto all’arbitro che il pallone era già uscito sul fondo al momento del suo passaggio prima del gol. Il pubblico, per la verità, ci ha messo un po’ a capire cosa accadeva, ma poi è scattato un grande applauso.
«Tutti si sono complimentati con me, anche l’allenatore dei nostri avversari», dice adesso Orjad, da sette anni in Italia e da tre nella squadra giovanile del Borgoricco, paese dove vive con i genitori. E aggiunge: «Sono contento, ma quello che ho fatto l’ho fatto senza pensarci, mi è venuto normale dire la verità. Comunque abbiamo vinto la partita e ho fatto anche due gol!».
Gianni Vecchiato, dirigente della società in cui giochi, il Borgoricco, dice che sei molto amato nel gruppo e sei diventato un trascinatore della squadra. Vero?
Sì, mi trovo molto bene con i miei compagni, gioco qui da tre anni e ho un bellissimo rapporto con tutti. Il signor Vecchiato ha molta stima in me e lo ringrazio. Poco tempo fa mi ha chiesto se ero interessato ad aiutare ad allenare i bambini dei Primi Calci. Mi piacerebbe tantissimo, ma finchè vado a scuola non ho molto tempo.
A proposito di scuola, cosa studi e cosa sogni per il tuo futuro?
Frequento una scuola per geometri a Mirano, in provincia di Venezia, e spero di diplomarmi con il massimo dei voti e diventare un buon geometra, ma soprattutto di essere una brava persona.
Nel calcio sei già di esempio per molti dopo il bel gesto di domenica.
Ho fatto quello che mi sentivo di fare, senza pensarci. Era la cosa giusta. Mi hanno insegnato il rispetto per gli altri, sia in famiglia, sia in squadra. E anzi vorrei ringraziare la società del Borgoricco che crede in me e crede anche nel mio sogno...
Il sogno è di fare il calciatore, per caso?
Eh sì! Sarà banale e comune, ma è il mio grande sogno.
Nel calcio ci sono tanti campioni che vengono presi come esempio dai più giovani. Hai un modello di riferimento?
Sì, certo, stimo moltissimo Del Piero e Kakà, li trovo spettacolari! Però io sono interista...
(E nel fair play questo piccolo campione ha dato tutti una bella lezione).

giovedì 30 ottobre 2008

Fair Play ... Sbaglia il rigore apposta e l’allenatore lo sostituisce


IL QUINDICENNE: «Era un penalty ingiusto Ho guardato i compagni e ho tirato fuori»
IL MISTER: «Non ha rispettato le regole»

E’ giusto sbagliare un calcio di rigore per compiere un gesto di fair play sportivo? O forse è più giusto realizzarlo per rispetto nei confronti dell’arbitro che ha preso quella decisione e nei confronti degli stessi avversari? Parliamo di un episodio accaduto nel match della categoria Allievi provinciali tra le squadre Virtus Villafranca e Albignasego. L’arbitro decreta un calcio di rigore a favore dell’Albignasego, che tra l’altro sta già vincendo 7-0. Motivo: un fallo di mano in area fatto da un difensore del Virtus Villafranca.
Il quale, con i compagni, protesta sostenendo che il pallone era già uscito dal campo prima del tocco di mano. Il rigore viene concesso, il difensore viene espulso e Luigi M., rigorista dell’Albignasego Allievi, dopo un cenno d’intesa con i compagni di squadra, decide di calciarlo fuori apposta. A quel punto il suo allenatore, Antonio Veloce, si arrabbia e lo sostituisce immediatamente. La giovane promessa granata di 15 anni era convinto dell’ingiustizia del rigore, come spiega: «L’ho calciato fuori perché eravamo tutti convinti che il rigore non c’era. Io preso dalla situazione ho deciso di buttarlo fuori per riguardo verso la squadra avversaria».
Però rispetto a volte non è solo compassione, ma bensì comportarsi normalmente onorando le regole imposte: è il pensiero di mister Veloce. Il 45enne allenatore ha sulla questione una sua visuale: «L’ho sostituito perché quando gli ho chiesto se l’aveva calciato fuori apposta lui mi ha detto di sì - rivela Veloce, ex SaonaraVillatora - Dal momento in cui si è in campo ci sono delle regole da rispettare, e le decisioni dell’arbitro vanno rispettate. L’andarci contro è un atto improprio nei confronti dell’arbitro e della squadra avversaria che magari non vuole regali».
Già, l’arbitro, il ruolo più difficile sul campo da calcio. Una decisione da prendere in pochi attimi, che la stragrande maggioranza del pubblico è pronta a contestare senza capirne le difficoltà e senza valutarne la buonafede, anche quando la delibera è quella giusta: «Il rigore per me c’era - afferma l’allenatore Veloce - Bisogna rispettare le decisioni dell’arbitro e quindi calciare fuori un rigore concesso può essere considerato un atto di mancanza di rispetto verso il suo operato. Poi non credo che la squadra avversaria sia contenta degli atti di carità». L’allenatore ha spiegato questo suo pensiero ai ragazzi nello spogiatoio. E soprattutto a Luigi, che ora ammette: «A fine partita il mister mi ha spiegato il suo punto di vista e ora mi pento di aver sbagliato il rigore. Forse facendo così non ho portato rispetto verso l’arbitro».

Articolo di Federico Franchin pubblicato da “Il Mattino di Padova“

lunedì 27 ottobre 2008

Fair Play ... :“Gilardino? Inaccettabile furbizia”


Nell’editoriale dal titolo ‘Tutti i meriti di Reja. Gila, occasione persa’, e presente stamani sulle pagine del Corriere dello Sport, ecco ciò che scrive il direttore del quotidiano sportivo Alessandro Vocalelli in merito al fallo di mano compiuto ieri sera da Alberto Gilardino nel corso della gara contro il Palermo: “Inaccettabile che arbitro e guardalinee non si siano accorti di nulla, un peccato che il centravanti viola abbia perso l’occasione di confessare in campo l’irregolarità, anche se sulla stessa azione ci sarebbe stato comunque un rigore per i viola. Ma per una società che ha fatto del fair play il suo marchio di fabbrica, per una società che si è imposta come modello di correttezza, sarebbe stato un altro spot formidabile se il suo attaccante avesse ammesso l’irregolarità. Peccato non rendersi conto che si può passare alla storia di un campionato anche con un gesto così e non solo con prodezze che meritatamente Gilardino sta mettendo insieme dall’inizio della stagione. Questa bellissima Fiorentina ha una società forte, una squadra di livello e – come si dice – non ha alcun bisogno di aggiungere una dose di inaccettabile furbizia alle proprie qualità”.

martedì 30 settembre 2008

Ulivieri 'Brienza? Il gioco deve fermarlo l’arbitro'

Intervenuto ai microfoni di “Mediagol” su Prima Radio, il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio, Renzo Ulivieri, è tornato a commentare il gesto di fair play che ha visto protagonista Brienza durante la sfida del "Barbera" di ieri tra Palermo e Reggina. “Più correnti di pensiero in questo episodio? Corrente di pensiero ce n’è una sola: c’è un regolamento, un accordo fatto tra allenatori, capitani e arbitri nel quale si è detto che in questi casi fischia l’arbitro – ha spiegato il tecnico - poi si può interpretare come vuole da ogni singolo calciatore, ma questo accordo nasce soltanto nel rispetto degli spettatori e per tenere elevati i ritmi del match ma se fossi stato il presidente o l’allenatore della Reggina mi sarei arrabbiato pesantemente per questo episodio. Si è già detto e ribadito che deve decidere l’arbitro a fermare il gioco – ha aggiunto Ulivieri - un giocatore pertanto deve soltanto pensare a giocare, a maggior ragione se gioca per una squadra, la cui panchina del tecnico è a rischio”.

Fair Play ... Franco Brienza, un uomo prima che calciatore

Articolo pubblicato sul blog Balarm.it di Giuseppe GERACI

Palermo-Reggina. E’ un gol fatto ma Brienza si ferma. Che succede? Il pubblico applaude, i giocatori avversari gli tendono la mano, l’arbitro si congratula.
Signori oggi non mi va di parlare di tattica, di gesti tecnici, polemiche più o meno sterili su quanto avviene all’interno del rettangolo di gioco, quindi voglio anteporre l’aspetto umano a quello calcistico. Tante volte allo stadio applaudiamo, come tanti robot, al gesto del “fair play” tanto caro all’UEFA ma poche volte ci troviamo di fronte ad un giocatore che antepone il cuore ad un gol fatto, che privilegia un gesto nobile che ha lasciato di stucco i 30.000 del Barbera e tutto il mondo pallonaro.
Signori stiamo parlando di Franco Brienza detto “Ciccio”. Siamo al 2° minuto della ripresa (in Palermo-Reggina dello scorso 28 settembre) e, durante un contrasto aereo, Corradi Reggina e Balzaretti restano a terra mentre l’azione prosegue con Brienza che supera di slancio il diretto avversario e si ritrova a tu per tu con il portiere avversario.

E’ un gol fatto ma Brienzino si ferma. Che succede? Il pubblico applaude, i giocatori avversari gli tendono la mano, l’arbitro si congratula. Sì è proprio vero Ciccio non l’ha messa dentro. Indubbiamente avranno pesato i 7 anni trascorsi all’ombra del Pellegrino per l’ex fantasista rosa ma non basta. Potevi far gol e non esultare per poi scusarti con pubblico ed avversari di non aver visto ciò che accadeva alle spalle……no, no dietro questo gesto c’è qualcosa di più.

C’è un grande uomo che un giorno potrà raccontare ai propri figli di essere diventato un esempio per tanti cialtroni e mestieranti del calcio d’oggi che guardano solo a sponsor e mettono ingaggi al primo posto in una loro personalissima scala di valori, potrà vantarsi di aver insegnato ai tanti bambini che guardano al calcio ancora come uno sport che esiste il rispetto per gli avversari ed il sentimento.
Ha detto bene chi in sala stampa, nel dopo partita, ha espresso il desiderio di proiettare il gesto tra le scuole calcio, tra quelle giovani leve che dal calcio e dallo sport in generale devono trarre insegnamenti di vita. Un giorno, visitando una scuola calcio affollata di ragazzini, qualcuno mi disse “non tutti diventeranno calciatori ma sicuramente diventeranno uomini”. Il grande Sciascia aveva effettuato una particolare classifica del genere maschile con il suo celebre omini, mezzi omini, ominicchi e quaquaraquà. Sicuramente Brienza è un uomo!

lunedì 12 maggio 2008

Fair Play ... Protesta Levante: fermi in mezzo al campo

... Sergio arriva al limite dell'area, tentenna, si guarda indietro, poi calcia a lato

Una saga amara, quella del Levante. Dolorosa, lontana dal pallone milionario, arricchita da gesti di nobile protesta, grande fair play e piena di disperazione. I giocatori negli ultimi due anni hanno preso il 20% di quanto gli spetta. I nuovi arrivati hanno incassato il 10%. «Ci sono dei compagni che devono farsi prestare i soldi per mangiare», ha detto ieri in un'intensa conferenza stampa il capitano dei «granota», Rubiales. Nel pomeriggio la tragica realtà descritta dal capitano è esplosa quando Lozano, un ragazzo del vivaio, stava per venire alle mani con Pedro Villaroel, ex massimo azionista e padre padrone del club. «Armando va capito — ha detto ancora Rubiales — economicamente se la passa malissimo». Il club continua a fare promesse ma la situazione non si sblocca.

Mercoledì sera a La Coruña il Levante ha inscenato l'ennesima protesta schierandosi abbracciati a centrocampo. Il Deportivo dà il calcio d'inizio. Quelli del Levante restano fermi. Bodipo passa la palla a Sergio che s'invola sulla destra verso l'incustodita porta avversaria. Alla sua sinistra corre l'arbitro. Dietro e davanti a lui, il vuoto. Sergio arriva al limite dell'area, tentenna, si guarda indietro, poi calcia a lato della porta vuota tra gli applausi dei suoi tifosi. Il Deportivo aveva bisogno di una vittoria, che è arrivata solo al minuto '87.

Fonte: Gazzetta dello Sport

mercoledì 23 aprile 2008

Schiavi del lavoro per i marchi olimpici. Rapporto Play Fair 2008

Dal Blog "Il Rubicondo"

Si stima che marchi come Nike, Adidas e Puma, incrementeranno i propri profitti di almeno il 50% nel corso dei prossimi giochi olimpici di Pechino. Non per meriti dei loro "illuminati" manager, ma per le condizioni di estremo sfruttamento in cui costringono i loro 800mila dipendenti nei paesi in via di sviluppo. Operai costretti a cucire palloni, incollare scarpe, tagliare stoffe, anche per dodici ore al giorno e guadagnare giornalmente solo 50 centesimi di dollaro.

Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto Play Fair 2008, tradotto per l’edizione italiana dalla Campagna Abiti Puliti.
Una realtà che emersa anche grazie alle centinaia di testimonianze dirette dei lavoratori, che raccontano la loro schiavitù ed i disumani ritmi di produzione. Uno schiavo della New Balance in Cina racconta come «Sono stanco da morire adesso… In due dobbiamo incollare 120 paia di scarpe all’ora… Nessuno di noi ha tempo di andare in bagno o bere un bicchier d’acqua. Ciononostante stiamo lavorando senza riposo e abbiamo sempre paura di non lavorare abbastanza in fretta per fornire le suole alla linea successiva…. Siamo stanchi e sporchi».
Condizioni accettate senza poter fiatare, per non rischiare di perdere l'unica fonte che permetta loro di sopravvivere. Una sopravvivenza in condizione di vera e propria schiavitù, che costringe quei lavoratori a vivere e dormire a centinaia nello stesso posto di lavoro, in condizioni ambientali precarie, costretti a subire le vessazioni dei propri superiori. In quei posti, diritti e rappresentaze sindacali sono meno di un lontano miraggio ed i contratti di lavoro una vera e propria chimera.
E' da queste condizioni che aziende come Nike, Adidas, Puma, Asics traggono i loro profitti, in un rapporto direttamente proporzionale ai livelli di sfruttamento a cui costringono i loro lavoratori.
Queste multinazionali, che sfoggeranno i loro loghi durante la rassegna olimpica, si maschereranno da portatori del sano spirito olimpico, promuoveranno spot pubblicitari nei quali saranno esaltati valori di lealtà, umanità e di pace. Tutto mentre nelle loro fabbriche, si consuma lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Dell'uomo ridotto ad una merce di valore minore di quella che produce.

‘Rifiuta’ il penalty: «Non è fallo»

Articolo pubblicato da "La Sentinella del Canavese"

ST. VINCENT. A pochi minuti alla fine, Monte Cervino - Bellavista del girone aostano di Terza Categoria è sul 2-2: l’arbitro ravvisa gli estremi per il calcio di rigore per un intervento in area valdostana sul giapponese del Bellavista Rui Inagawa.
Con un gesto raro sui nostri campi da gioco, Inagawa va dal direttore di gara dicendogli di essere incespicato da solo e di non ritenere giusto il ‘penalty’. L’arbitro prende atto e torna sulla sua decisione.
Per l’attaccante del Bellavista, applausi e strette di mano sincere da compagni e avversari, oltre alla ‘standing-ovation’ tributatagli dal pubblico.
Ultimo particolare: la vittoria poteva significare per gli eporediesi la conquista dei play-off.

sabato 19 aprile 2008

Dieci anni, segna con la mano

Articolo pubblicato da La Nuova Sardegna

Ha quasi rischiato l’espulsione, quando ha ripetutamente strattonato l’arbitro per spiegargli che quel gol non era valido, che l’aveva segnato con un colpo di mano.
I pulcini della Puri e Forti stavano già vincendo 1-0. Era il gol della sicurezza e tutti esultavano, tutti lo applaudivano.
Ma Marco Capello, 10 anni, nipote e figlioccio del portierone della Nuorese Davide, non ci ha pensato due volte. Prima è andato dal suo allenatore Mario Murru («Ho segnato con la mano destra, non con la testa»gli ha detto) che gli chiesto se secondo lui fosse giusto vincere in quel modo. Quindi Marco non ci ha pensato due volte: ha scansato gli amici di casacca, è corso dritto dritto dall’arbitro, lo ha preso per la maglia e gli ha detto tutta la verità, nient’altro che la verità.
Il fischietto, tuttavia, un dirigente dell’altra formazione in campo, la Pizzinnos Macomer, non ha creduto ai suoi orecchi. Ma ha deciso di annullare il gol e di riprendere le ostilità con una punizione contro la Puri e Forti.
La sfida valida per il girone finale del torneo “Sei bravo a... ” del campionato provinciale categoria Pulcini è stata vinta comunque dalla Puri e Forti con il punteggio di 2-0, ma l’applauso più grande e più convinto dello sportivo pubblico della Solitudine è andato all’eroe del giorno: il piccolo Marco è già un grande campione.

Rispetto delle regole, fair play e solidarietà: c'è Educational Cup

Un torneo di calcio giovanile che si tiene il prossimo 11 maggio a Coverciano

Rispetto delle regole, fair play e solidarietà. E' questa la filosofia che anima gli organizzatori (Universo Sport e l'Associazione Italiana Arbitri) della terza edizione dell'Educational Cup, torneo di calcio giovanile riservato alla categoria Esordienti A, che si svolgerà l'11 maggio al Centro Tecnico di Coverciano. Saranno di fronte sei formazioni toscane che militano nei massimi campionati: Fiorentina, Empoli, Siena, Livorno, Pisa e Pistoiese. "Voglio ringraziare in primo luogo Universo Sport - ha sottolineato l'assessore allo sport Eugenio Giani - che ancora una volta è un supporto fondamentale per l'attività sportiva nella nostra città. E' importante il messaggio, non solo legato al risultato, che la manifestazione vuol trasmettere a coloro che saranno i calciatori di domani. Sono onorato che le offerte che verranno raccolte durante il torneo siano devolute a all'ospedale pediatrico Meyer. Già alla sua terza edizione il torneo sta diventando uno degli appuntamenti sportivi fiorentini fra i più qualificati e sta assumendo dimensioni importanti. Sono certo che in futuro potranno essere coinvolte formazioni di livello nazionale e anche europeo". L'Educational Cup vuole essere una manifestazione didattico-sportiva. Il regolamento per i premi finali infatti prevede non solo l'attività agonistica ma anche test fatti ai giocatori sulle regole e sul fair-play. Anche in questa edizione, Educational Cup scende in campo per stimolare i ragazzi alla scoperta dei valori genuini dello sport, le regole del calcio, l'aggregazione e sensibilizzare i giovani a uno stile di vita, corretta e costruttiva. Basandosi su alti valori di qualità, lealtà, spirito di squadra e rispetto per l'avversario, il programma si propone come insegnamento allo sport e all'aggregazione giovanile. Le squadre saranno divise in due gironi (Fiorentina, Livorno, Siena e Pisa, Pistoiese, Empoli) e si affronteranno in gare (20 minuti) che determineranno gli accoppiamenti finali. Durante la manifestazione verranno raccolte offerte destinate alla Fondazione Meyer. Oltre a Universo Sport hanno contribuito alla manifestazione: Cassa di Risparmio di Firenze, Lotto, Proraso, Sixtus, Mukkylatte, Tesorino, Fuji, Carnicelli, Bechelli, Ironman Spenco, Benchmark

mercoledì 26 marzo 2008

Fair Play ... «Scusate per il 16-0», ma è bufera

Articolo pubblicato nelle pagine de "Il Tirreno"

«Caro fair play, noi ti conosciamo, ma non siamo riusciti a trovare il modo di renderti protagonista della nostra partita». È in sintesi il messaggio della lettera di scuse inviata dai giocatori dello Sporting 2000 di Pisa ai coetanei della Stella Azzurra di Pontedera (campionato provinciale Allievi). I pisani sono terzi in classifica, mentre i pontederesi sono ultimi con un solo punto. La Stella Azzurra, falcidiata da squalifiche e infortuni, si è presentata in campio con soli 9 uomini ed è tornata a casa con un passivo devastante: 16-0.
La squadra ospite ha resistito con coraggio per un tempo, andando a riposo sullo 0-3. Poi nella ripresa ha ceduto di schianto, complice anche un infortunio che ha ridotto a 8 gli effettivi in campo. E i padroni di casa hanno dilagato. Inevitabile il dibattito: c’è chi sostiene che lo Sporting in qualche modo doveva “fermarsi” e chi invece ritiene che un atteggiamento del genere sarebbe stato ancora più umiliante per gli sconfitti.
Tra i vincitori però, evidentemente, a mente fredda, nel mix di sentimenti per il verdetto del campo, ha prevalso il rimorso. Tanto da spingere un dirigente a scrivere una lettera di scuse agli sconfitti: «Bisognava usare più fair play, ma i ragazzi non hanno saputo come metterlo in atto. A loro vanno le scuse della dirigenza». Ma in casa pontederese, le scuse non fanno breccia, come testimoniano le parole del presidente della Stella Azzurra, Renzo Morelli: «Credo che invece che chiedere scusa all’indomani della partita, potevano fermarsi prima e per farlo ci sono tanti modi: sostituire i migliori, far girare palla o semplicemente non affondare. E comunque, se una cosa del genere l’avesse fatta una mia squadra, avrei preso il telefono e avrei chiamato il presidente dell’altra società».
E c’è chi però sottolinea che il regolamento “assolve” i pisani. In effetti lo Sporting 2000 e l’arbitro non hanno assolutamente colpa. La Regola numero 3 del calcio (“Numero dei calciatori”) sancisce che nessuna gara potrà aver luogo se l’una o l’altra squadra dispone di meno di sette giocatori; se la gara inizia regolarmente ma una squadra viene a trovarsi, per espulsioni e/o infortuni, secondo la decisione numero 1 dell’Ifab, la gara non dovrà essere proseguita. In genere però, se una squadra è messa molto male sul piano del risultato, e su quello numerico, succede che uno o più giocatori subiscano un infortunio “diplomatico”: appena la squadra rimane in sei l’arbitro fischia la fine.
Difficile dire dove sta la ragione, se era la Stella Azzurra a doversi rifugiare nell’escamotage o se lo Sporting doveva “sbagliare” qualcosa in più. Di certo c’è che evitare quel 16-0 sarebbe stato meglio per tutti

Fair Play ... Guardalinee violento in campo

Articolo pubblicato su "Repubblica Firenze"

Il guardalinee per due anni dovrà girare al largo dal calcio perché il questore gli ha recapitato un daspo. Pagherà così molto care le intemperanze esagerate dello scorso fine settimana quando al termine della partita ha aggredito l´allenatore della squadra avversaria in una gara che lo ha visto protagonista nella terna arbitrale. E´ successo domenica, in occasione dell´incontro del campionato provinciale Figc categoria esordienti anno 1995, allo stadio di Santa Maria (Empoli), tra la squadra di casa e la Lastrigiana. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l´uomo, 46 anni di Lastra a Signa, accompagnatore della Lastrigiana e guardalinee nel corso della partita, ha prima contestato un episodio di gioco dubbio per un rigore non dato dall´arbitro in favore della squadra ospite, poi ha aggredito con pugni l´allenatore del Santa Maria, facendolo cadere a terra (più tardi portato in ospedale la vittima se la caverà con 10 giorni di prognosi). Ha anche procurato un trauma contusivo allo zigomo ed alla spalla sinistra - 8 giorni la prognosi - ad un accompagnatore della squadra del Santa Maria, intervenuto per fermarlo. Per evitare che la situazione degenerasse anche sugli spalti, sempre secondo quanto spiegato ieri in questura, sono arrivati i poliziotti del commissariato di Empoli. Il questore di Firenze, Francesco Tagliente ha deciso per il daspo.

venerdì 21 marzo 2008

Fair Play ... Capello: "Rispettate gli arbitri"

LONDRA, 21 MAR - Nuova raccomandazione di Fabio Capello ai giocatori della nazionale inglese: rispettate sempre gli arbitri. La FA ha lanciato una campagna per la tutela degli arbitri affinche' si affermi una nuova cultura del rispetto tra i calciatori.Capello si raccomandera'con i suoi gia' da lunedi'prima dell'amichevole Francia-Inghilterra. Primo destinatario del nuovo appello sara' probabilmente Ashley Cole, protagonista in Tottenham-Chelsea di vibrate proteste con l'arbitro.

domenica 9 marzo 2008

Fifa: 3 punti a chi subisce offese razziste

Contro le manifestazioni di razzismo nel calcio il presidente della Fifa Joseph Blatter propone una cura drastica: i tre punti alla squadra il cui giocatore è stato offeso. "La sola soluzione è una penalizzazione di punti al club i cui tifosi si macchiano di certi comportamenti. Ma vado oltre - aggiunge Blatter - Dovremmo dare la vittoria alla squadra in cui milita il giocatore che ha subito le offese razziste. Senza stare a guardare il risultato finale. Altrimenti non arriveremo mai a sconfiggere il fenomeno". A margine della riunione dell'International Football Association Board, Blatter ha anche anticipato che in occasione dei Mondiali del 2010 in Sudafrica potrebbero essere utilizzati campi in erba artificiale: "Sono il futuro - ha affermato il presidente della Fifa - Ormai si oppongono solo quelli che non li hanno mai provati".
(Fonte: Tuttomercatoweb)

sabato 1 marzo 2008

Fair Play ... Calcio violento, i genitori ritirano i figli

Articolo pubblicato dal quotidiano "La Città"
Decisione delle famiglie dei baby del Castellabate dopo una rissa a Padula

Calcio violento e i genitori ritirano i figli dalla squadra. E’ accaduto a Castellabate, dove numerosi genitori hanno deciso di ritirare i figli tesserati con la squadra di calcio juniores del Santa Maria di Castellabate. La decisione è stata presa dopo la trasferta del 18 febbraio scorso a Padula, in occasione di una gara valevole per il girone N del campionato Juniores, al quale partecipano giovani nati dopo il 1988.
Dopo la partita, terminata 3-3 tra le due formazioni giovanili, numerosi supporter della squadra padrone di casa erano entrati in campo e ne era seguita una rissa sedata a stento da giocatori e accompagnatori e dalle forze dell’ordine.
In seguito a quell’episodio, i dirigenti della formazione cilentana avevano sporto denuncia per la scomparsa di quattro cellulari e alcuni portafogli custoditi negli spogliatoi.
Giovedì scorso, infine, la decisione della sezione di Napoli della Figc che, per gli scontri scoppiati al termine di quella partito, aveva inflitto al Padula una multa di 150 euro.
E ora arriva la decisione delle famiglie di ritirare i giovani atleti dal campionato, dove il Santa Maria occupa la seconda posizione.
«Quello che è accaduto il 18 febbraio scorso ha scosso profondamente molte delle famiglie dei ragazzi - spiega Domenico Giannella, allenatore del Santa Maria - Una partita di calcio tra giovani si è trasformata in una specie di corrida. Questo è inaccettabile, come pure è discutibile che la Federazione disponga una multa di 150 euro per l’invasione di una cinquantina di persone, mentre per lo scoppio di un petardo le societá di calcio subiscono multe ben più pesanti».
«Quello che più mi dispiace - prosegue l’allenatore della formazione giovanile del Santa Maria - è che ora la squadra rischia lo scioglimento, ma capisco la scelta di alcuni genitori e la loro paura. La stragrande maggioranza dei nostri tesserati non è maggiorenne e fino al 18 febbraio credeva nello sport come esempio di vita. Oggi non è più così». Infatti, la paura per quanto è accaduto nell’ultima trasferta ha spinto i genitori dei ragazzi a ritirare i propri figli dal campionato. Il racconto di quei terribili momenti vissuti a Padula ha lasciato il segno anche nei baby calciatori.

martedì 5 febbraio 2008

Fair play ... Il Francavilla fa segnare i rivali

Articolo pubblicato il giorno 05.02.2008 dal quotidiano "Il Centro".

FRANCAVILLA. Educatore prima che allenatore. E quindi prim’ancora che insegnare a giocare a calcio c’è la necessità di impartire lezioni di vita ai più piccoli. Una filosofia che Rocco Majo, allenatore delle giovanili del Francavilla, ha tenuto bene in mente quando ha visto i suoi giocatori ignorare parzialmente il fair play e segnare una rete. E’ accaduto nel corso di una partita del campionato provinciale Esordienti (classe 1996), al campo Sant’Anna di Chieti. Sul punteggio di 0-0, nel primo tempo (da 20’), gli ospiti hanno sì riconsegnato la palla agli avversari dopo che il gioco era stato interrotto per un infortunio di un giocatore teatino. Ma sono andati subito in pressing, senza dare il tempo ai padroni di casa di riorganizzarsi. E si è verificato che i giallorossi abbiano subito riconquistato palla, andando in gol con facilità. Tra lo stupore dello stesso allenatore che non ha approvato il comportamento del suo goleador. Anche perché la sfida si stava inutilmente incattivendo. E così ha subito chiamato a sè alcuni ragazzi, ordinando di favorire il pareggio del Sant’Anna. I ragazzi del Francavilla si sono fermati e i teatini hanno subito trovato il pareggio. Partita di alcune settimane fa di cui ancora si parla proprio per il gesto sportivo del tecnico (ortonese) del Francavilla. Il comitato provinciale della Figc, capeggiato da Tonino Salvatore, intende segnalare Rocco Majo e il Francavilla al Settore Giovanile regionale e nazionale come esempio di fair play. Il presidente della società giallorossa, Antonio Luciani, applaude orgoglioso: «E’ stato un gesto semplice e, al tempo stesso, difficile da vedere sui campi di calcio. Abbiamo un settore giovanile di cui andiamo orgogliosi non soltanto per i risultati conquistati, ma anche per questi gesti che aiutano a crescere i ragazzi con sani principi».