lunedì 18 agosto 2008

Speciale FA Premier League 2008 - 2009


La FA Premier League, detta per ragioni di sponsorizzazione Barclays Premiership, è la massima serie del campionato di calcio inglese ed è posta sotto l'egida della Football Association. Si tratta di un campionato di 20 squadre che formalmente non fanno parte della Football League e che è nato da uno scisma del calcio inglese del 1992. Alla squadra prima in classifica al termine dei gironi di andata e ritorno (quindi dopo 38 gare) viene assegnato il titolo di Campione d'Inghilterra, cioè di vincitore della Premiership. Unitamente alle altre tre meglio classificate essa accede alla UEFA Champions League. La quinta classificata accede alla Coppa UEFA insieme alle vincitrici di Football League Cup e FA Cup. Le ultime tre classificate sono retrocesse alla divisione maggiore del sistema della Football League, il Football League Championship.
Storia
La FA Premier League venne fondata il 27 maggio 1992 dopo che le 22 squadre della vecchia First Division, la massima serie inglese dal 1888, si dimisero in blocco dalla Football League. Alla base dello scisma ci fu la volontà da parte dei maggiori club inglesi di poter contrattare singolarmente i propri diritti televisivi e le relative sponsorizzazioni, senza doverlo fare in blocco attraverso la Football Association e la Football League.
Di fatto si riuscì a contenere la frattura, integrando il neonato campionato nella struttura del calcio inglese ponendolo tuttavia al di fuori (e sopra) della Football League, che vide ridotto il numero di serie da quattro a tre. Non vi fu un reale cambiamento nel formato della competizione.
Dal 1995 le squadre vennero ridotte a 20.
Statistiche Da quando è nata la Premier League, il Manchester United è la squadra che se l'è aggiudicata più volte: ben 10(1992-93, 1993-94, 1995-96, 1996-97, 1998-99, 1999-00, 2000-01, 2002-03, 2006-07,2007-2008), oltre a 2 secondi posti (1994-95, 1997-98). Un vero dominio. L'Arsenal è stato il miglior antagonista dei diavoli rossi di Manchester, vincendo 3 volte il titolo (1997-98, 2001-02, 2003-04) e arrivandogli quattro volte alle spalle (1998-99, 1999-00, 2000-01, 2002-03).
Oltre alle due grandi (che si spartiscono finora 11 titoli su 14), solo il Blackburn Rovers e il Chelsea possono vantarsi di aver scritto il proprio nome sull'albo d'oro. I Rovers avendo vinto nel 1994-95 dopo un secondo posto appena un anno prima, e il Chelsea avendo trionfato nelle stagioni 2004-05 e 2005-06.
Il giocatore con più presenze è Gary Speed con 533 partite, divise fra Leeds United, Everton, Newcastle United e Bolton Wanderers. Attualmente è in forza allo Sheffield United, in Championship.
Il miglior goleador della storia della Premier League è Alan Shearer con 261 gol.
Thierry Henry si è aggiudicato 4 volte (2001-02, 2003-04, 2004-05, 2005-06), sempre con la maglia dell'Arsenal, il titolo di capocannoniere. Alan Shearer l'ha conquistato 3 volte consecutive (dal 1994-95 al 1996-97); altri famosi attaccanti ci sono riusciti due volte: Michael Owen (1997-1999) sempre con la maglia del Liverpool; Jimmy Floyd Hasselbaink (1998-99, 2000-01) prima con il Leeds United e poi col Chelsea.
Il record di imbattibilità in Premier League è di proprietà dell'Arsenal che non ha perso per 49 gare consecutive. Ad aver rotto l'incantesimo ci ha pensato il Manchester United il 24 ottobre 2004.
Il Manchester United ha vinto per tre volte il double, vale a dire l'accoppiata Premier League-FA Cup
Promozioni e retrocessioni
Squadre promosse dalla Football League Championship 2007-08
Campione: West Bromwich Albion
Secondo: Stoke City
Play-off: Hull City A.F.C.
Squadre retrocesse alla Football League Championship 2008-2009
Reading
Birmingham City
Derby County

FA Barclays Premiership

Anno di fondazione: 1992 -
Titolo: Campione d'Inghilterra -
Cadenza: annuale -
Apertura: Agosto -
Partecipanti: 20 squadre -
Formula: Girone all'italiana A/R -
Detentore: Manchester UTD -
Retrocessione: Football L. Championship -
Sito internet: premierleague.com

Allenatori e link della FA Premier League 2008 - 2009

mercoledì 25 giugno 2008

Euro 2008 - Austria/Svizzera


Guus Hiddink - Russia

Guus Hiddink (Varsseveld, 8 novembre 1947).
Carriera da giocatore
Ha iniziato con il club dilettantistico SC Varsseveld, per poi firmare con gli olandesi del De Graafschap nel 1967. In questa squadra Hiddink ha trascorso la maggior parte della sua carriera da calciatore prima di trasferirsi al PSV Eindhoven nel 1970. Dopo un anno deludente ha fatto ritorno al De Graafschap, dove ha giocato fino al 1976. Giocò anche nella North American Soccer League tra le fila dei Washington Diplomats e dei San Jose Earthquakes, quindi è ritornato in patria, al NEC Nijmegen. Nel 1981 si è accasato nuovamente al De Graafschap, dova ha giocato per un anno prima del ritiro. Durante la sua carriera giocava da centrocampista, senza tuttavia segnalarsi per una particolare abilità tecnica.
Carriera da allenatore
Dopo aver ricoperto il ruolo di viceallenatore nel De Graafschap fu assunto come allenatore dal PSV nel 1987 dopo aver occupato la posizione di viceallenatore nel club biancorosso dal 1983 al marzo 1987. Nel 1988 guidò la squadra alla conquista della prima Coppa dei Campioni della sua storia, sancendo l'entrata del club tra i grandi d'Olanda insieme ai rivali storici dell'Ajax e del Feyenoord. Con il PSV vinse anche tre titoli di Eredivisie tra il 1987 e il 1990.
Successivamente, nel 1990, allenò per un breve periodo il club turco del Fenerbahçe, dove fu esonerato dopo un solo anno. Passò quindi agli spagnoli del Valencia. La sua natura schietta si rivelò sin da subito, quando durante una partita giocata al Mestalla (lo stadio del Valencia) ordinò di rimuovere dagli spalti uno striscione razzista. Il suo stile di gioco offensivista fece subito colpo sulla squadra del Valencia e sul resto della Liga.
Gli anni d'oro e la fama internazionale
Nel 1995 arriva a guidare la nazionale olandese, lasciandola dopo il quarto posto ottenuto ai Mondiali del 1998. In seguito comincia l'esperienza alla guida del Real Madrid, con cui perde la Supercoppa Europea contro il Chelsea nell'estate dello stesso anno. Nel 1999 è per quasi tutto l'anno inattivo, ma nel 2000 ha una breve esperienza al Betis Siviglia.
Chiamato ad allenare la Corea del Sud nel Dicembre 2000, raggiunge il punto più alto nella sua carriera di allenatore ai Mondiali nippo-coreani del 2002, quando guida gli asiatici ad un memorabile quarto posto finale. Nella cavalcata sudcoreana si ricordano le eliminazioni di squadre di blasone come l'Italia e la Spagna, anche se quest'ultima ebbe da recriminare parecchio a causa di qualche dubbia decisione arbitrale.
Nel 2002 ritorna ad allenare il PSV Eindhoven, in patria. Al primo anno vince subito il campionato, mentre nella stagione seguente ottiene un buon secondo posto dietro all'Ajax. Nella stagione 2004/2005 raggiunge nuovamente i vertici del calcio europeo, giungendo fino alla semifinale della Champions League 2005, anche se esce sconfitto nel doppio confronto contro il Milan. Nel 2005/2006 vince il terzo campionato di Eredivisie in quattro anni e viene eliminato dal Lione negli ottavi di finale della Champions League 2006.
Nel frattempo, nel luglio 2005, diventa il selezionatore dell'Australia, dividendosi tra i due ruoli al PSV Eindhoven e con i Socceroos, che qualifica al Mondiale dopo 32 anni, raggiungendo anche gli ottavi di finale. Nell'estate 2006 assume la guida tecnica della Nazionale russa, secondo un accordo concluso il 14 aprile 2006, molto prima dei Mondiali di Germania.
Curiosità
Hiddink parla varie lingue: olandese, inglese, tedesco, giapponese, coreano e spagnolo. Conosce anche un po di italiano, e sta tuttora imparando il russo.
La famiglia di Hiddink ha aiutato la comunità ebrea durante l'olocausto, per ciò è molto rispettato in Israele.

Allenatore: Joachim Löw - Germania

Joachim Löw (Schönau im Schwarzwald, 3 febbraio 1960)
Carriera
Nel 1978 Löw iniziò la sua carriera di calciatore con il Friburgo, squadra di Seconda divisione. Nel 1980 Löw fu acquistato dallo Stoccarda che militava nella massima serie ma ebbe delle difficoltà di ambientamento e giocò solo quattro partite senza segnando alcun gol.
Nella stagione 1981/82 Löw giocò con l'Eintracht Francoforte (24 partite e 5 gol), ma ritoenò al Friburgo l'anno seguente. Nella stagione 1982/83 segnò 8 reti in 34 partite e nel 1983/84 17 in 31 presenze in Zweite Bundesliga. L'anno seguente ritornò in Bundesliga, passando al Karlsruhe, ma ancora una volta non riuscì a emergere, realizzando solo un gol in 24 partite. Così la stagione seguente tornò nuovamente al Friburgo dove resto per 4 anni nei quali disputò un totale di 116 matches e realizzò 38 reti.
Löw concluse la sua carriera agonistica in Svizzera, dove giocò con lo Sciaffusa (1989-1992), il Winterthur (1992-1994) e il Frauenfeld, dove fu giocatore-allenatore.
Löw ha collezionato 4 presenze con la Nazionale tedesca occidentale Under-21.
Allenatore
Löw iniziò allenando le giovanili del Winterthur nel 1994, prima ancora di ritirarsi come giocatore, per poi diventare giocatore-allenatore del Frauenfeld nella stagione 1994/95.
Nel 1995 divenne vice di Rolf Fringer allo Stoccarda e l'anno seguente, quando Fringer ebbe l'opportunità di diventare CT della Svizzera, ne prese il posto. Con quello che fu definito il Triangolo magico composto dagli attaccanti Balakov, Élber e Bobic lo Stoccarda disputò un'ottima stagione e vinse la Coppa di Germania. La stagione seguente, invece, la squadra raggiunse la finale di Coppa delle Coppe perdendola 1-0 contro il Chelsea e chiuse al 4° posto in Bundesliga.
Löw lasciò lo Stoccarda nel 1998 per passare al Fenerbahçe. Nell'ottobre del 1999 firmò per il Karlsruhe, ma non riuscì ad evitare la retrocessione della squadra in Terza divisione e fu così esonerato. dal dicembre 2000 al marzo 2001 Löw ritornò in Turchia come allenatore dell'Adanaspor, ma fu ancora esonerato a seguito di risultati negativi.
Nell'ottobre 2001 Löw divenne allenatore del Tirol Innsbruck, condecendolo alla vittoria del campionato austriaco nel 2002. Lo stesso anno, tuttavia, il club dovette dichiarare la bancarotta e scomparve, così Löw rimase ancora senza panchina.
Nel 2003 fu chiamato dall'Austria Vienna, che guidò fino al marzo del 2004, quando fu designato da Jürgen Klinsmann come suo vice nella Nazionale tedesca a partire dal 1° agosto.
Nazionale tedesca
La Nazionale guidata da Klinsmann raggiunse la semifinale della Confederations Cup 2005, persa contro il Brasile (3-2), per poi guadagnare il terzo posto dopo aver battuto il Messico per 4-3 dopo i supplementari. Anche ai Mondiali 2006 la Germania raggiunse la semifinale, perdendo anche in questa occcasione dopo i supplemenari (0-2), questa volta contro i futuri Campioni del Mondo dell'Italia. Alla fine si classificò terza battendo il Portogallo 3-1.
Commissario tecnico
Il 12 luglio 2006 Klinsmann, nonostante il buon risultato ottenuto ai Campionato mondiale giocato in casa e il consenso ottenuto, decise di non rinnovare l'accordo e così Löw fu nominato nuovo commissario tecnico della Germania firmando un contratto biennale.
La prima partita con il nuovo incarico fu l'amichevole con la Svezia il 16 agosto 2006 a Gelsenkirchen, conclusasi 3-0 con due reti di Klose e una di Schneider. Ottenendo il successo contro l'Irlanda e San Marino Löw iniziò nel migliore dei modi le qualificazioni a Euro 2008. Il 7 ottobre 2006 la Nazionale di Löw vinse per 2-0 contro la Georgia all'Ostseestadion di Rostock, ottenedo la 4a vittoria consecutia, che rappresenta il miglio avvio di sempre per un commissario tecnico con la Nazionale tedesca. La sriscia di vittorie fu allungata nella partita seguente, vinta per 4-1 contro la Slovacchia a Bratislava l'11 ottobre (il gol segnato dagli slovacchi fu il primo incassato dopo 418 minuti), ma si interruppe nella successiva quando, il 15 novembre, la Germania non riuscì ad andare oltre un deludente 1-1 contro Cipro. Alla fine delle qualificazioni per l'Europeo 2008 la Germania si piazzò al secondo posto del proprio girone, qualificandosì così per la fase finale alle spalle della Repubblica Ceca.
Palmarès da allenatore
Club
Coppa di Germania: 1 (Stoccarda: 1996/1997 )
Campionato austriaco: 1 (Tirol Innsbruck: 2001/2002).

Gli Allenatori che hanno vinto gli Europei di Calcio: All.: Otto Rehhagel (Grecia)


Anno 2004| Paese organizzatore: Portogallo - Squadra vincitrice: Grecia

Nel corso di uno splendido festival del calcio sotto il sole portoghese, la Grecia, squadra solida e pragmatica che giocava al massimo del suo potenziale, ha sorpreso tutte le sue avversarie, meritandosi pienamente il titolo. I greci erano allenati da Otto Rehhagel, un tedesco con una vasta esperienza, in particolare con il Werder Bremen e l'FC Bayern München nella nativa Germania..
Nella gara iniziale ad Oporto, i greci hanno stupito gli appassionati tifosi di casa battendo i portoghesi 2-1. Nei quarti di finale la Francia, campione in carica, non è riuscita ad opporsi alla determinazione della Grecia ed è uscita sconfitta. Stessa sorte in semifinale la Repubblica Ceca, favorita per la vittoria finale dopo alcune eccellenti prestazioni. In finale un colpo di testa di Charisteas su corner ha dato alla Grecia un trionfo che andava al di là dei sogni più audaci.

All.: Otto Rehhagel

Otto Rehhagel (Essen, 9 agosto 1938).
Insieme a Ottmar Hitzfeld, Udo Lattek e Franz Beckenbauer è uno degli allenatori tedeschi più vincenti di tutti i tempi. Attualmente allena la Nazionale greca, con cui ha vinto l'Europeo 2004.
In Grecia qualche volta è chiamato Re Otto (βασιλιάς Όθων), probabilmente con un'allusione a Re Ottone I di Grecia, anche se Rehhagel aveva già questo soprannome quando allenava in Germania. È stato anche soprannominato Rehacle, in riferimento a Eracle, personaggio mitologico figlio di Zeus. Rehhagel stesso ama soprannominarsi Bimbo della Bundesliga (Kind der Bundesliga).
Carriera di giocatore
Rehhagel ha giocato con la squadra del suo paese, il Rot-Weiss Essen, dal 1960 al 1963, anno in cui è iniziata la Bundesliga e in cui è passato all'Hertha Berlino, dove ha giocato fino al 1965. Dal 1965 al 1972 ha giocato con il Kaiserslautern. In Bundesliga ha totalizzato 201 presenze.
Carriera di allenatore
Cominciò ad allenare nel 1974, nel Kickers Offenbach, ma non riuscì ad ottenere un successo immediato. Rimase celebre la sonora sconfitta patita quando allenava il Borussia Dortmund, uno 0-12 contro il Borussia Mönchengladbach dopo il quale la stampa lo soprannominò Otto Torhagel ("Tor" in tedesco significa "gol" e "Hagel" "grandinata").
Werder Brema
Dopo aver ricoperto alcuni incarichi a breve termine allenò il Werder Brema dal 1981 al 1995. In questi quattordici anni Rehhagel trasformò il Werder da un club minore ad una potenza calcistica tedesca, che mandava in estasi gli spettatori con un gioco dal ritmo spumeggiante e dalla difesa ermetica. In questo periodo il Werder Brema si affermò come uno dei club più potenti della Bundesliga, superando gli odiati rivali dell'Amburgo e diventando così la squadra settentrionale più forte e dando vita ad una lotta pluriennale con il Bayern Monaco per il predominio calcistico tedesco. In questo periodo Rehhagel sfornò una serie di stelle internazionali del calibro di Rudi Völler, Karlheinz Riedle, Dieter Eilts, Marco Bode, Mario Basler, Hany Ramzy e Andreas Herzog. Rehhagel guidò la squadra di Brema alla vittoria di due campionati tedeschi, nel 1988 e nel 1993, e di due Coppe di Germania, cui si aggiunge una Coppa delle Coppe (1992).
Bayern Monaco
Dopo 14 anni d'oro Rehhagel lasciò Brema per assumere l'incarico di allenatore del Bayern Monaco nella stagione 1995-1996. In un anno deludente ma finanziariamente positivo (6° posto in Bundesliga, ma semifinale di UEFA Champions League) il Bayern spese molti soldi per comprare Jürgen Klinsmann, Andreas Herzog, Rehhagel e altri calciatori di primo piano, e tutti si aspettavano che sbaragliasse la concorrenza. Ciononostante, a partire dalla prima giornata Rehhagel si scontrò con la squadra e l'ambiente societario. I suoi modi autonomi e talvolta eccentrici non fecero presa sui giocatori e sulla tifoseria del Bayern. Ben presto il tecnico iniziò ad attirarsi diverse antipatie, anche a causa del credo tattico da lui perseguito e giudicato fuori moda. Il malcontento fu espresso reiteratamente da Klinsmann. Nella seconda metà della stagione la squadra crollò. L'esonero di Rehhagel, rimasto famoso, avvenne tre settimane prima della finale della Coppa UEFA 1995-1996 (che vedeva impegnato il Bayern). Al posto di Rehhagel il Bayern ingaggiò Franz Beckenbauer, che condusse la squadra alla vittoria nella coppa.
Kaiserslautern
Dopo l'esperienza al Bayern, Rehhagel allenò il Kaiserslautern dal 1996 al 2000. Il Lautern, retrocesso dopo una stagione catastrofica, riuscì a risalire in Bundesliga anche grazie a Rehhagel, che portò nuova energia nell'ambiente. All'inizio della stagione seguente l'ipotesi di un piazzamento finale del Kaiserslautern in zona UEFA pareva assai remota, ma la squadra di Rehhagel stupì tutti sbaragliando la concorrenza. Grazie ad uno spumeggiante gioco offensivo ed una carica agonistica inesauribile (dodici partite furono vinte nei minuti di recupero) il Kaiserslautern vinse in modo sensazionale il campionato tedesco nel 1998. Rehhagel guidò la squadra ad altri risultati meno spettacolari ma ugualmente prestigiosi, prima che pesanti dissidi interni e un'imponente campagna polemica contro la sua persona lo spingessero a lasciare il Kaiserslautern.
Nazionale greca
Nel 2001 divenne commissario tecnico della Nazionale greca. La squadra si qualificò direttamente per l'Europeo 2004 precedendo nel suo girone Spagna e Ucraina. Quotata 100 a 1 come vincitrice finale della competizione, la Grecia sconfisse sorprendentemente il Portogallo nella gara d'apertura del torneo (2-1), poi pareggiò con la Spagna (1-1) e perse di misura con la Russia già eliminata (1-2), passando ai quarti di finale in virtù del secondo posto nel girone dopo i padroni di casa portoghesi. Nei quarti la squadra di Rehhagel eliminò la Francia campione d'Europa in carica (1-0) e nelle semifinali estromise dal torneo la Repubblica Ceca, (1-0 dopo i supplementari), entrambe squadre ampiamente favorite alla vigilia. Arrivata in finale, la Grecia sconfisse nuovamente il Portogallo (1-0) e conquistò il primo titolo europeo della sua storia. Rehhagel, visto come il principale artefice dell'inaspettato successo della squadra, diventò il primo allenatore straniero della storia a vincere il Campionato europeo.
Rehhagel adottò una tattica di gioco fortemente difensivistica, adoperando centrocampisti abili fisicamente per frenare gli avversari e un modo di difendere in massa per annullare gli attacchi avversari. Quando gli venne mossa l'accusa di un gioco noioso disse che "Nessuno dovrebbe dimenticarsi che un allenatore adatta le tattiche alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione". Curiosamente il suo periodo al Werder Brema è ricordato per lo scintillante e spettacolare gioco offensivo di cui la squadra beneficiò.
Dopo che Rudi Völler si dimise da allenatore della Germania in seguito all'uscita al primo turno della squadra a Euro 2004, Rehhagel fu considerato da molti un serio candidato per la panchina della nazionale del suo paese. Aveva il supporto del pubblico, sebbene fosse reputato un "indipendente" dall'establishment calcistico. Dopo che tre altri candidati alla panchina della Germania si tirarono fuori di loro spontanea volontà, Rehhagel ricevette un'offerta per allenare la nazionale, ma la rifiutò ufficialmente il 10 luglio.
Malgrado il successo all'Europeo, la Grecia di Rehhagel non fu capace di qualificarsi a Germania 2006, classificandosi al quarto posto in un difficile girone di qualificazione, alle spalle di Ucraina, Turchia e Danimarca.
Ciononistante Rehhagel rimase sulla panchina della Nazionale ellenica e la condusse ad una facile qualificazione al campionato d’Europa 2008, vincendo il proprio girone con 6 punti di distacco dalla seconda qualificata, la Turchia.
(Fonte traduzione da Wikipedia)

Gli Allenatori che hanno vinto gli Europei di Calcio: All.: Roger Lemerre (Francia)


Anno 2000 | Paesi organizzatori: Belgio - Olanda | Squadra vincitrice: Francia

Viene confermata la formula a 16 squadre anche negli Europei di Belgio e Olanda. Nella fase eliminatoria l'Italia vince il Gruppo 1 davanti a Danimarca, Bielorussia, Galles e Svizzera. Le altre squadre qualficate sono: Norvegia e Slovenia (Gruppo 2), Germania e Turchia (Gruppo 3), Francia (Gruppo 4), Svezia e Inghilterra (Gruppo 5) Spagna (Gruppo 6), Romania e Portogallo (Gruppo 7). L'Italia si qualifica prima nel Gruppo B vincendo tutte e tre le partite contro Turchia, Belgio e Svezia. Nel Gruppo A si qualificano Portogallo e Romania e vanno fuori Inghilterra e Germania. Spagna e Jugoslavia sono le protagoniste del Gruppo C mentre Olanda e Francia dominano il quarto girone. L' Italia supera senza problemi la Romania (2-0 nei quarti) e l'Olanda ai calci di rigore in semifinale. L'altre grande protagonista è la Francia campione del Mondo in carica. I Blues guidati da Zidane, Thuram e Deschamps eliminano la Spagna nei quarti (2-1) e il Portogallo in semfinale (2-1). In finale l'Italia passa in vantaggio con una rete di Delvecchio servito perfettamente da Pessotto. Nonostante i clamorosi errori di Del Piero sotto porta, gli azzurri mantengono il vantaggio sino alla scadere quando una rete di Wiltord pareggia il conto (1-1). L'Italia avverte il colpo e subisce nel recupero il golden gol di David Trezeguet.

All.: Roger Lemerre

Roger Lemerre (Bricquebec, 18 giugno 1941) .
È stato commissario tecnico della Nazionale francese, con cui vinse il campionato d’Europa 2000, ed è l'attuale CT della Nazionale tunisina.
Carriera da calciatore [modifica]
Ha giocato a livello professionistico nelle squadre del Sedan (1961/1969), Nantes (1969/1971), Nancy (1971/1973) e Lens (1973/1975).
Ha collezionato 6 presenze in Nazionale.
Carriera da allenatore
Nello stesso anno del ritiro dalla carriera di calciatore, Lemerre incomincia ad allenare la squadra del Red Star (durerà fino al 1978) e collezionerà anche un'esperienza all'estero, in Tunisia, alla guida dell'Espérance Tunisi nel 1984/1985.
Commissario Tecnico della Francia
Dal 1986 al 2002 diventa un allenatore di scuola federale, allenando le rappresentative nazionali francesi, ad eccezione di un breve periodo nel 1997, quando allenerà il Lens.
Dopo esser stato per 10 anni selezionatore della rappresentativa militare, diventa il vice di Aimé Jacquet in Nazionale A durante Francia '98 e, dopo la vittoria e l'abbandono di Jacquet, la FFF nomina Lemerre nuovo CT.
Sotto la sua guida la Francia vince Euro 2000 battendo in Finale l'Italia per 2-1, dopo esser passati in svantaggio, con reti decisive di Wiltord al 90' e di Trezeguet al 103'.
Due anni dopo, ai Mondiali 2002, la squadra viene eliminata al 1° Turno arrivando ultima nel Gruppo A e collezionando un solo punto, frutto di uno scialbo 0-0 contro l'Uruguay e di due sconfitte contro Senegal (1-0 nella gara inaugurale) e Danimarca (2-0).
A farne le spese (come sempre) è l'allenatore, che viene esonerato e sostituito da Jacques Santini.
Commissario Tecnico tunisino
Dopo il flop mondiale Lemerre diventa CT della Tunisia; nel 2004 vince la Coppa d'Africa giocata in casa, battendo in finale il Marocco e viventa il primo allenatore a vincere è il primo allenatore Europei e la Coppa d'Africa[1].
Nel 2006 la Tunisia viene eliminata nei Quarti di Finale della Coppa d'Africa dalla Nigeria per 6-5 dopo i rigori.
Nello stesso anno, la nazionale nordafricana partecipa alla Fase Finale di Germania 2006, venendo eliminata al 1° Turno in un girone composto da Spagna, Ucraina e Arabia Saudita.
Palmarès da allenatore
Campionato del Mondo Militare: 1
Francia: 1995
Campionato Europeo: 1
Francia: 2000
Confederations Cup: 1
Francia: 2001
Coppa d'Africa: 1
Tunisia: 2004
(Fonte e traduzione da Wikipedia)

Gli Allenatori che hanno vinto gli Europei di Calcio: All.: Berti Vogts (Germania)


Anno 1996 | Paese organizzatore: Inghilterra | Squadra vincitrice: Germania

L'Inghilterra ospita gli Europei della nuova formula a 16 squadre nella fase finale. I gironi di eliminazione sono otto e passano il turno le prime classificate e le sei migliori seconde con uno spareggio tra le ultime due. L'Italia si qualifica tra le polemiche al secondo posto dietro alla Croazia, negli altri gironi brillano Francia, Spagna, Olanda e Germania mentre le sorprese sono rappresentate da Svizzera, Turchia Repubblica Ceca e Romania. Nella fase finale ci sono quattro gironi prima di accedere ai quarti. Nel Gruppo A passano Inghilterra e Olanda, nel Gruppo B Francia e Spagna e nel Gruppo D Portogallo e Croazia. L'Italia arriva terza nel Gruppo C e viene eliminata da Germania e Repubblica Ceca. I quarti prevedono Inghilterra-Spagna, Francia-Olanda, Germania-Croazia e Repubblica Ceca-Portogallo. L'Inghilterra e Francia passano ai calci di rigore, mentre la Germania elimina la Croazia e la sorprendente Repubblica Ceca il Portogallo. I tiri dal dischetto decidono anche le semifinali: Francia-Repubblica Ceca 5-6 dopo lo 0-0 e Germania-Inghilterra 7-6 dopo l'1-1. La Repubblica Ceca spera di ripetere l'impresa della Danimarca, ma la Germania questa volta riesce a vincere la finale superando per 2-1 i cechi.

All.: Berti Vogts

Berti Vogts (Büttgen, 30 dicembre 1946) è un ex calciatore e allenatore di calcio tedesco attualmente alla guida dell'Azerbaigian.
È considerato uno dei migliori difensori tedeschi di tutti i tempi. Basso di statura, ma molto roccioso, destro naturale, era un giocatore di personalità. Negli anni '70 è stato fra i più forti terzini marcatori, forse il più forte, del calcio mondiale. Ha saputo ritagliarsi un posto da protagonista in una difesa tedesca che annoverava personalità tecniche del calibro di Franz Beckenbauer, Sepp Maier e Paul Breitner. Era il marcatore esterno destro, applicava marcature asfissianti, giocate sull'anticipo e sul senso tattico, duro nel tackle, ma leale, apparentemente aveva solo difetti: troppo piccolo per svettare nel gioco aereo, con le gambe troppo corte per essere veloce.
Gli fu affidata la marcatura di Johan Cruijff nella finale del Mondiale di calcio 1974, quando la Germania Ovest capitanata da Franz Beckenbauer affrontò appunto l'Olanda del "calcio totale". Vogts cercava di tamponare la fantasia dell'olandese i tutti i modi, anche con entrate dure, ma mai pericolose. Svolse talmente bene il compito che costrinse il forte capitano olandese ad arretrare la sua posizione fin quasi alla linea dei propri difensori per liberarsi dall'asfissiante marcatura e potere giocare palloni più facilmente.
Carriera
Trascorse tutte tappe delle squadre giovanili nel VfB Büttgen, fino al 1965 quando fu acquistato dal Borussia Mönchengladbach. Di questa squadra divenne subito uno dei più forti giocatori, un insostituibile uomo della difesa. Era una squadra composta da grandi campioni tra cui l'attaccante Jupp Heynckes, il danese Allan Simonsen e il centrocampista Rainer Bonhof. Vinse per 5 volte il campionato tedesco e 2 volte la Coppa UEFA. Fu proprio in entrambe le finali europee ad alzare in alto la coppa, in quanto era stato eletto come capitano della squadra, per il grande carisma e la grinta che metteva in campo.
Sapeva destreggiarsi magnificamente in difesa, non si portava quasi mai verso l'attacco, anche per via di una tecnica non troppo raffinata, ma il suo apporto in difesa era sempre eccellente. Riusciva a rimanere sempre concentrato in ogni partita, sia che si trattasse di una finale mondiale, sia di una amichevole. Dava sempre il massimo e per questo era considerato un giocatore di sicuro affidamento sia per il proprio club (ha trascorso 14 anni nel Borussia Mönchengladbach) sia per la Nazionale, con la quale ha vinto il mondiale del '74. Chiuse la carriera nel 1979, a 33 anni, dopo aver totalizzato 419 partite e 33 reti. Divenne presto allenatore, attività che continua ancora oggi.
Carriera da allenatore
Ha allenato dal 1990 al 1998 la Germania (dopo essere stato il vice di Beckenbauer ad Italia '90), vincendo un Campionato Europeo (1996). Nel settembre 1998 diede le dimissioni, dopo il non esaltante mondiale francese.
Successivamente ha allenato Bayer Leverkusen, Kuwait, Scozia e Nigeria.
È stato nominanto il 30 marzo 2008 commissario tecnico dell'Azerbaigian[1]
Palmarés
Individuale : Calciatore tedesco-occidentale dell'anno: 2 (1971, 1979 ). (Fonte e traduzione da Wikipedia)