martedì 30 settembre 2008

Fair Play ... Franco Brienza, un uomo prima che calciatore

Articolo pubblicato sul blog Balarm.it di Giuseppe GERACI

Palermo-Reggina. E’ un gol fatto ma Brienza si ferma. Che succede? Il pubblico applaude, i giocatori avversari gli tendono la mano, l’arbitro si congratula.
Signori oggi non mi va di parlare di tattica, di gesti tecnici, polemiche più o meno sterili su quanto avviene all’interno del rettangolo di gioco, quindi voglio anteporre l’aspetto umano a quello calcistico. Tante volte allo stadio applaudiamo, come tanti robot, al gesto del “fair play” tanto caro all’UEFA ma poche volte ci troviamo di fronte ad un giocatore che antepone il cuore ad un gol fatto, che privilegia un gesto nobile che ha lasciato di stucco i 30.000 del Barbera e tutto il mondo pallonaro.
Signori stiamo parlando di Franco Brienza detto “Ciccio”. Siamo al 2° minuto della ripresa (in Palermo-Reggina dello scorso 28 settembre) e, durante un contrasto aereo, Corradi Reggina e Balzaretti restano a terra mentre l’azione prosegue con Brienza che supera di slancio il diretto avversario e si ritrova a tu per tu con il portiere avversario.

E’ un gol fatto ma Brienzino si ferma. Che succede? Il pubblico applaude, i giocatori avversari gli tendono la mano, l’arbitro si congratula. Sì è proprio vero Ciccio non l’ha messa dentro. Indubbiamente avranno pesato i 7 anni trascorsi all’ombra del Pellegrino per l’ex fantasista rosa ma non basta. Potevi far gol e non esultare per poi scusarti con pubblico ed avversari di non aver visto ciò che accadeva alle spalle……no, no dietro questo gesto c’è qualcosa di più.

C’è un grande uomo che un giorno potrà raccontare ai propri figli di essere diventato un esempio per tanti cialtroni e mestieranti del calcio d’oggi che guardano solo a sponsor e mettono ingaggi al primo posto in una loro personalissima scala di valori, potrà vantarsi di aver insegnato ai tanti bambini che guardano al calcio ancora come uno sport che esiste il rispetto per gli avversari ed il sentimento.
Ha detto bene chi in sala stampa, nel dopo partita, ha espresso il desiderio di proiettare il gesto tra le scuole calcio, tra quelle giovani leve che dal calcio e dallo sport in generale devono trarre insegnamenti di vita. Un giorno, visitando una scuola calcio affollata di ragazzini, qualcuno mi disse “non tutti diventeranno calciatori ma sicuramente diventeranno uomini”. Il grande Sciascia aveva effettuato una particolare classifica del genere maschile con il suo celebre omini, mezzi omini, ominicchi e quaquaraquà. Sicuramente Brienza è un uomo!

martedì 16 settembre 2008

Trombetta dall’Eccellenza alla Champions


Ha lavorato con Galeone e Guidolin, guida i campioni di Romania dopo aver allenato il Sevegliano.

In una domenica di maggio libera da impegni col Sevegliano, Maurizio Trombetta era allo stadio Rocco, sorridente come sempre e cordiale con le vecchie conoscenze. «Un po’ di A e di B le ho viste. Ma come secondo di Galeone e Guidolin. Adesso faccio l’allenatore responsabile in prima persona e comincio da una categoria più bassa, in Eccellenza». A distanza di tre mesi, Trombetta fa l’esordio in Champions League, sulla panchina del Cluj, e stasera incontra la Roma. Una volata così veloce nessuno se l’aspettava, Neanche lui che di volate è sempre stato pratico.

Col pallone ci sapeva fare fin da ragazzino ed era terribilmente veloce. Così veloce che a Trieste lo chiamavano Speedy Gonzalez. L’allenatore di quella Triestina che ottenne la promozione in serie B, Marino Lombardo, diceva un po’ estasiato e un po’ stizzito: «Ogni tanto Trombetta arriva prima del pallone. Dovrebbe rallentare un po’ il passo». Il passo glielo hanno rallentato all’Udinese, quando lo hanno esonerato dalle funzioni di vice per fare un dispetto a Galeone.

Friulano di 46 anni, una carriera di giocatore tra cadetti e serie C, una laurea all’Isef con tesi sulla diversificazione dei carichi di allenamento in un piano di preparazione annuale per una squadra di calcio. Parole difficili per spiegare come lavorare sulla preparazione fisica. Per la tattica, oltre alle esperienze fatte da attore sui campi, anche il contatto quotidiano con un amante del bel gioco come Gianni Galeone, teorico del 4-3-3.

Con Galeone a Udine in serie B dal 1994, poi a Perugia, quindi a Napoli. Nel 1998 torna all’Udinese come assistente di Guidolin, l’anno successivo al Bologna in serie A per cinque campionati. Nel 2003-04 ancora all’Udinese con Galeone fino all’esonero.

E adesso si presenta alla stampa italiana sapendo dei suoi limiti e di quelli della squadra da lui diretta, i campioni di Romania del Cluj, appena avuti in eredità da Ioan Andone, esonerato per scarsi risultati. Trombetta non si nasconde dietro frasi convenzionali: «Una partita come questa contro la Roma non ha bisogno di motivazioni. La squadra si è guadagnata la qualificazione alla Champions sul campo, io mi ci sono trovato. Il Cluj vuole sfruttare questa occasione, i giocatori non hanno bisogno che io dica nulla».

Umile e realista, Trombetta sa delle difficoltà dei giallorossi e proverà a sfruttare il fattore sorpresa.
Spalletti, dal canto suo, tiene alta la concentrazione della Roma: «Ho visto e rivisto alcune partite del Cluj. Una squadra che gioca bene. Non avremo vita facile».

Il girone comprende anche Bordeaux e Chelsea e Trombetta ammette: «Noi siamo in quarta fascia, il nostro obiettivo è quello di arrivare terzi nel girone per essere così ammessi alla Coppa Uefa. Giocheremo tutte le partite contro grandi squadre, sarà un onore affrontarle».

Senza ansie nè isterie, Trombetta vive il salto dai dilettanti al massimo livello europeo del calcio. Sempre col sorriso perché si tratta pur sempre di un gioco, ma con decisione e serietà nel lavoro che aveva fin da quando scattava alzando una nuvola di polvere sui lanci di Papais, ricorda i due amici Galeone e Guidolin: «Ho avuto la fortuna di lavorare con loro e imparare da entrambi. Le basi tecniche le ho, adesso devo riuscire a dimostrare che so dirigere la squadra a certi livelli».

E parlando del Cluj, Trombetta racconta: «Siamo una squadra con buone capacità fisiche, ci sono parecchi stranieri, si gioca un calcio tecnico. Ma il migliore è un rumeno, Trica. Il calcio rumeno è in evoluzione, si avvicina ai migliori in Europa». Come a dire che se il Cluj arrivasse terzo nel girone, non sarebbe un colpo fortunato. Roma attenta, Trombetta non parla a vanvera. Anche se sorride.

Articolo di Bruno Lubis pubblicato dal "Piccolo" di Trieste

Profilo
Maurizio Trombetta (Udine, 29 settembre 1962) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
E' un ex calciatore professionista ora allenatore di calcio di prima categoria (diploma Isef nel 1988 e corso master per allenatori professionisti di prima categoria nel 2001).
Ha iniziato la carriera da calciatore con l'Udinese squadra con la quale ha vinto (suo il gol nella finalissima contro la Roma) il Campionato Primavera della stagione 1980/1981 insieme ai friulani Paolo Miano, Gianfranco Cinello, Loris Dominissini, Gigi De Agostini.
Carriera di Allenatore
Ha iniziato ad allenare gli allievi dell'Udinese nel 1994. Dopo pochi mesi è stato chiamato da Giovanni Galeone sulla panchina dell'Udinese che all'epoca militava in Serie B. Come vice di Galeone ha vinto il Campionato di Serie B.

L'anno dopo ha seguito Galeone a Perugia vincendo il Campionato 1995/1996 e quindi a Napoli. Nel 1998 torna a Udine e questa volta è il vice di Francesco Guidolin. L'anno successivo (1999) con Guidolin va ad allenare il Bologna sempre in Serie A per 5 stagioni.

Nel 2003/2004 è ancora con Galeone ad Ancona e torna di nuovo a Udine per salvare l'Udinese nella stagione 2006/2007.

Nella stagione 2007/2008 inizia ad allenare non più come vice di qualcuno dopo 10 anni di professionismo si mette in gioco partendo dall'Eccellenza.

Il presidente del Sevegliano Francesco Vidal gli affida la squadra che è, a 7 giornate dall'inizio del campionato, ultima in classifica. Maurizio Trombetta salva la squadra e riesce a terminare il campionato al quarto posto (31 punti fatti nel girone di ritorno), vincendo inoltre la Coppa Italia del Friuli Venezia Giulia battendo le prime due classificate del Campionato. La sua squadra termina la stagione subendo solo 22 gol e vanta quindi la miglior difesa del campionato. A fine stagione viene premiato come Miglior Allenatore del 2008 dei dilettanti friulani. Nel giugno 2008 viene ingaggiato dall'imprenditore rumeno Arpad Paszkany proprietario del CFR Cluj (Romania), vincitrice di campionato e Coppa di Romania l'anno precedente e quindi qualificata per la prima volta alla UEFA Champions League 2008-2009.[1]

mercoledì 20 agosto 2008

Primera Division spagnola 2008 - 2009


La Primera División, nota anche come La Liga, è la massima serie calcistica spagnola, che si colloca al vertice del sistema del campionato di calcio spagnolo. Si tratta di un campionato attualmente formato da 20 squadre che si affrontano in un girone di andata e ritorno per un totale di 38 gare per squadra.
Le prime quattro squadre accedono alla Champions League: le prime due direttamente alla fase a girone, la terza e la quarta agli spareggi preliminari. La quinta e la sesta classificata, insieme alla vincitrice della Copa del Rey (Coppa del Re), accedono invece alla Coppa UEFA. Se la vincitrice della Coppa nazionale si piazza entro il 6° posto, alla Coppa UEFA accede la 7° in classifica. Tutte le squadre hanno poi diritto a richiedere un posto nella UEFA Intertoto Cup: ha accesso la prima in lista che non ha usufruito di un posto nelle altre due competizioni europee. Le ultime tre classificate retrocedono in Segunda División. La Primera División corrisponde alla Serie A italiana.
Dalla stagione 2008-2009 però cambia denominazione: infatti la "Primera Liga" va a chiamarsi "Liga BBVA" (che quindi non è più accostato al "campionato cadetto" spagnolo), mentre la seconda divisione si chiamerà "Liga Adelante". Il nome BBVA deriva dallo sponsor, cioè il "Banco de Bilbao-Vizcaya Argentaria".
Storia
Il primo campionato si disputò nel 1929, fra il 10 febbraio e il 23 giugno e vide il successo del Barcellona sulle altre nove squadre partecipanti, con una vittoria arrivata proprio all'ultima di campionato per la sconfitta del Real Madrid con cui condivideva la testa della classifica.
Il campionato fu poi esteso a 12 squadre a partire dal 1933, ma venne sospeso per tre anni, dal 1936 al 1939 a causa della guerra civile. Alla ripresa delle competizioni, si passò nel 1941 a 14 squadre e poi a 16 nel 1950.
Dal 1953 al 1990 il Real Madrid vinse il campionato per 23 volte in 37 anni, con due cicli da 5 vittorie consecutive (1961-1965 e 1986-1990). Nel frattempo la Primera era passata a 18 squadre nel 1971 e a 20 nel 1987.
Proprio nel 1987 fu sperimentata una formula presto abbandonata, quella dei play-off per l'assegnazione del titolo, che tuttavia non vide mutato il vincitore rispetto alla regular season.
L'ultima modifica, provvisoria, del formato avvenne fra il 1995 e il 1997 con un campionato a 22 squadre, per tornare infine all'ormai tradizionale 20 squadre.
Il pallone usato è unico ed è fornito dalla Nike.
Da inizio anni '90, una partita deve essere necessariamente trasmessa in analogico; fino al 2006 i diritti erano del consorzio FORTA, che raggruppa le tv delle autonomie, essi sono poi passati a La Sexta per 3 anni fino al 2009, ma dal 2007 si è scatenata una "guerra" con Sogecable sui match da trasmettere, nella quale è intervenuta anche Telecinco.
Le squadre di Primera División
La stagione 2007/2008 è la 77° edizione del campionato di Primera División. Al massimo campionato spagnolo hanno preso parte 55 diverse squadre. Solo 3 di queste sono riuscite a non retrocedere mai in Segunda División, e precisamente l'Athletic Club, il Barcellona e il Real Madrid.
Queste sono le 55 squadre, ordinate per numero di campionati disputati (aggiornato alla stagione 2007/2008).
77 volte: Athletic Club, Barcellona, Real Madrid
73 volte: Valencia, Espanyol
71 volte: Atletico Madrid
64 volte: Siviglia
63 volte: Real Sociedad
54 volte: Real Saragozza
46 volte: Celta Vigo
45 volte: Betis Siviglia
40 volte: Racing Santander
38 volte: Oviedo, Valladolid, Deportivo la Coruña
36 volte: Sporting Gijón
31 volte: Las Palmas
30 volte: Osasuna
27 volte: Málaga
22 volte: Maiorca
19 volte: Elche, Hércules, Real Murcia
18 volte: Granada
14 volte: Sabadell
12 volte: Cadice, Rayo Vallecano, Salamanca, Tenerife
11 volte: Deportivo Alavés, Castellón
9 volte: Burgos, Logroñés, Villarreal
8 volte: Córdoba,
7 volte: Albacete, Arenas Guecho
6 volte: Pontevedra
5 volte: Levante, Recreativo Huelva
4 volte: Alcoyano, Compostela, Real Irún, Tarragona, Getafe
3 volte: Europa Barcellona, Numancia, Real Jaén, Almería
2 volte: Extremadura, Lleida, Mérida,
1 volta: Atletico Tetuán, Condal Barcellona, Cultural Leonesa
Real Madrid , Barcellona e Athletic Club sono le uniche squadre ad aver giocato sempre nel massimo campionato spagnolo (77 presenze) e le uniche squadre insieme al Getafe a non essere mai retrocesse nella serie inferiore , la BBVA (tale nome, come già citato, fino alla stagione 2007-2008).
Classifica titoli
Squadra:
Real Madrid
Titoli:31
Anni:1932, 1933, 1954, 1955, 1957, 1958, 1961, 1962, 1963, 1964
1965, 1967, 1968, 1969, 1972, 1975, 1976, 1978, 1979, 1980, 1986, 1987, 1988, 1989, 1990, 1995, 1997, 2001, 2003, 2007,2008
Barcellona, 18
Anni: 1929, 1945, 1948, 1949, 1952, 1953, 1959, 1960, 1974, 1985, 1991, 1992, 1993, 1994, 1998, 1999, 2005, 2006,
Atlético Madrid
Titoli: 09
Anni:1940, 1941, 1950, 1951, 1966, 1970, 1973, 1977, 1996,
Athletic Bilbao
Titoli:08
Anni: 1930, 1931, 1934, 1936, 1943, 1956, 1983, 1984
Real Sociedad
Titoli:02
Anni: 1981, 1982
Siviglia
Titoli:01
Anno:1946
Deportivo
Titoli:01
Anno:2000
Betis
Titoli:01
Anno:1935
Primera Division Liga
Anno di fondazione:1929
Titolo: Campione di Spagna
Cadenza: annuale
Apertura: Settembre
Partecipanti: 20 squadre
Formula: Girone all'italiana A/R
Retrocessione:Segunda Division
Detentore: Real Madrid
Sito internet: lfp.es